Percorso formativo e informativo
per dirigenti di associazioni sportive

I edizione a partire dal 7 maggio 2021

WEBINAR N. 5 DEL 4 GIUGNO 2021

Fiscalità - Assicurazione - Istituto Credito Sportivo

Relatori: Edmondo Caira e Vincenzo Lamorte

REGISTRAZIONE WEBINAR

MATERIALE DIDATTICO

DOMANDE & RISPOSTE

Lo STATUS del calciatore naturalizzato rimane sempre lo stesso: pertanto se non ha i requisiti per essere considerato “formato” non li potrà acquisire in un secondo momento (a meno che non
cambi la normativa relativa ai giocatori “formati”). Il giocatore “formato” peraltro può anche essere
uno straniero, purché abbia le caratteristiche previste dal C.U. n. 1 in merito ai calciatori di
formazione italiana. L’essere “under” invece dipende solo dall’età e non dallo status del calciatore

Il Transfer internazionale (CTI) va richiesto alla società estera per la quale risulta tesserato (con le
limitazione previste dall’art. 40quinquies delle NOIF, in merito ai rientri da Federazioni estere dei
giocatori di futsal)

l permesso di soggiorno, compreso quello per motivi “sportivi”, è sempre regolato dalla normativa
pubblica, pertanto dipende dalle scelte del legislatore e dalla procedura prevista dallo Stato.

Quando il suo trasferimento all’estero è avvenuto in pendenza di tesseramento (e comunque senza
il consenso del club italiano) e il suo rientro avviene la stagione successiva a quella di uscita
(sempre con riferimento all’art. 40quinquies delle NOIF)

NO. Ad un calciatore/trice espulso viene comminata almeno 1 giornata di squalifica: l’inibizione,
anche solo per una giornata comporta l’impossibilità per il tesserato di accedere al campo di gioco e agli spogliatoi.

SI, ma solo se le attività che ha svolto (o che svolge in quel momento) sia considerata comunque
rilevante per l’ordinamento sportivo (e questa qualificazione la deve fare in prima istanza la
Procura federale e successivamente gli Organi della Giustizia sportiva)

Sono tre aggettivi che non possono caratterizzare l’attività di un Direttore di gara (in realtà di
nessun tesserato!): scorretto, indecoroso, offensivo! Ne basta anche solo uno, se comprovato, per
comportare sanzioni nei confronti dell’arbitro (anche la sospensione dall’attività o perfino
l’espulsione dai ruoli, nei casi più gravi). In ogni caso anche gli arbitri hanno i loro Organi di
controllo e disciplinari che ne valutano l’attività sia tecnica, che comportamentale. Le segnalazioni
di eventuali condotte irregolari vanno fatte alla Associazione di riferimento (AIA) e/o alla
commissione di riferimento per il calcio a 5 (CAN 5).

Spero presto! Anche se le proposte in tale senso iniziano a essere vecchie….ma credo sia necessario l’impulso di tutte le componenti.

NO: il Comunicato Ufficiale di giugno 2020 ha permesso ai soli calciatori professionisti o “giovani di
serie” di ampliare il numero di squadre nelle quali poter giocare a 3. Per quanto riguarda i dilettanti
(calcio a 5 compreso) non vi sono stati interventi, per cui tendo a pensare che la disciplina dei
tesseramenti stabilita dall’art. 95 NOIF per questa categoria di calciatori/trici rimanga invariato
(ovvero 3 e 2).

Come abbiamo visto insieme, mettere un giocatore fuori rosa è un provvedimento disciplinare
molto forte e va adeguatamente motivato. In questo caso, premessa la scarsa correttezza del
tesserato e la rilevanza disciplinare della sua condotta credo che un provvedimento di esclusione
dall’attività della squadra sia difficilmente sostenibile